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I più grandi hack della crypto: la cronologia delle catastrofi e le loro lezioni
La storia della crypto si misura anche con gli hack: ogni record ha cambiato le regole del gioco.
La cronologia dei record
- Mt.Gox (2014): ~850 mila BTC. La borsa-monopolista è crollata partorendo la regola principale «not your keys» e la saga decennale dei pagamenti ai creditori.
- The DAO (2016): ~$60 milioni in ether tramite reentrancy - e il hard fork che ha diviso Ethereum ed Ethereum Classic. La domanda «il codice è la legge?» ha ricevuto una risposta pratica.
- Ronin (2022): ~$620 milioni dal bridge di Axie: ingegneria sociale contro i validatori. L'apparizione di Lazarus come attore principale e dei bridge come bersaglio principale.
- FTX (2022): non un hack ma la sottrazione dei fondi dei clienti da parte degli insider - ma per le conseguenze il principale «furto» del ciclo.
- Bybit (2025): ~$1.5 miliardi in ETH - il più grande hack della storia: la compromissione del processo di firma del cold wallet. La borsa ha resistito coprendo il buco - una lezione sulla dimensione del cuscino.
Le lezioni trasversali
I vettori migrano dal codice alle persone: i mega-furti moderni sono il phishing dei firmatari e la sostituzione delle interfacce, non bug astuti. I depositi centralizzati di ogni dimensione restano il bersaglio principale. E l'unica costante: dopo ogni catastrofe l'industria diventa più paranoica - e più viva. Gli incidenti correnti sono nella rubrica.